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Castello di Montecchio

Il nucleo fortificato risale all’epoca matildica, come si desume da un documento autografo della grande contessa datato 1114.

Indirizzo e contatti

Piazza Repubblica - 42027 Montecchio Emilia
0522 861864 - Biblioteca di Montecchio
biblioteca@comune.montecchio-emilia.re.it
Comune di Montecchio - Il Castello medievale
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Orari

  • Durante i giorni feriali il Castello è accessibile con visita libera durante gli orari di apertura della Biblioteca.
  • La domenica e i festivi il Castello è aperto dalle 15.00 alle 19.00 con visita libera oppure guidata alle 15.00, 16.30 e 18.00 / Dal 13 al  29 febbraio 2020 il Castello medievale sarà chiuso la domenica e i giorni festivi.
  • Chiuso il 25 dicembre, 1 gennaio, nei giorni festivi di febbraio, di agosto e metà settembre.

Tariffe

Visita libera: 2€ possibile nei giorni feriali durante gli orari di apertura della Biblioteca
Domenica e festivi: il Castello è accessibile con visita libera al costo di 2€ oppure con visita guidata al costo di 4€ alle 15.00, 16.30 e 18.00

Per gruppi di almeno 10 persone, è possibile richiedere visite guidate previa prenotazione e concordando data e orario con AR/S Archeosistemi Soc. Coop. (0522 532094; servizi@archeosistemi.it)

Come arrivare

Il castello si torva nel cuore del centro storico della città. Vedi le indicazioni per raggiungere Montecchio Emilia oppure guarda la mappa soprastante.

Notizie storiche

Il primitivo nucleo fortificato, sorto con ogni probabilità in epoca matildica, dopo essere stato sottomesso fin dalla sua origine alla chiesa di Parma, risulta tra i possedimenti di una famiglia locale: i da Montecchio. Sono questi ultimi, denominati anche Visdomini o Vicedomini perché incaricati di gestire i possedimenti vescovili, a sfruttare l’importanza strategica del luogo attraverso la costruzione, nella prima metà del Duecento, di un fortilizio ben munito. Nel 1296 il Marchese Azzo d’Este cinge d’assedio il castello, senza ottenerne la capitolazione, mentre Giberto Da Correggio, in una delle molteplici incursioni nel parmense, attacca e smantella, nel 1317, la fortezza di Montecchio.
La sottomissione ai da Montecchio viene interrotta nel 1348 da Luchino Visconti, la cui famiglia, nel 1394, investe del feudo il condottiero Alberico da Barbiano. Questi, indicato come il committente della “Rotonda”, viene sostituito nel 1403 da Ottobono e Giacomo Terzi, premiati per i meriti acquisiti al servizio dei Duchi di Milano. L’avvicendarsi di signorie su Montecchio continua per tutto il XV secolo. Nel 1411 il castello viene occupato dal Marchese Nicolò III d’Este, che lo assegna ad Attenedolo detto “Sforza” come ricompensa per i servigi ricevuti, ma, già nel 1420, Filippo Maria Visconti riesce ad impossessarsene. Solo sei anni più tardi Uguccione Contrari, grazie alla complicità degli abitanti, occupa il maniero di Montecchio e si proclama suo signore. Durante il dominio della sua famiglia, che si svolge nella prima metà del secolo, nella rocca vengono realizzati importanti lavori di potenziamento delle strutture difensive e di sistemazione delle fosse, coordinati dagli ingegneri militari Accorsio e Guglielmo da Fano. Nel 1482 la rocca è nuovamente protagonista di un assalto, organizzato da Guido Torello di Torrechiara. Dopo aver conquistato il castello, attiva un cantiere per la costruzione e fortificazione di bastioni, cortine e fossati. Tra la fine del Quattrocento e la prima metà del secolo seguente viene avviata dagli Estensi, nuovi signori di Montecchio, un’imponente campagna di interventi per la ricostruzione degli apprestamenti difensivi, tali da raggiungere un’estensione perimetrale di 1300 metri. La nuova area recintata, destinata all’urbanizzazione civile, caratterizza il peculiare impianto del centro storico. Nel 1526 si avverte la necessità di rafforzare le mura attraverso l’innalzamento dei merli, di ricostruire le archibugiere e di riparare i torrioni. Nel 1638, il Duca Francesco I d’Este cede il castello al principe Luigi, appartenente alla stessa famiglia. Quando, nel 1713, muore Cesare Ignazio d’Este, investito del castello dal Duca Francesco II, Montecchio passa alla Camera Ducale. Ad essa ritorna anche dopo il breve dominio esercitato dal Marchese Clemente Bagnesi, che riceve l’investitura nel 1771. Nel corso del XVIII secolo vengono intrapresi altri lavori nella rocca: nel 1752 si procede all’allestimento di un teatro, collocato in una sala presso la galleria che collega il castello alla “Rotonda”. Un secolo più tardi gli interventi sono invece finalizzati alla costruzione della sequenza di portici prospicienti la piazza. Attualmente la torre, che dalle relazioni settecentesche dell'ingegnere ducale Lodovico Bolognini appariva in cattive condizioni, è visibile per ¾ della sua circonferenza esterna. La rocca chiude il lato di ponente dell’abitato, trovandosi così al centro di un vasto recinto fortificato, con muratura a scarpa e bastioni circolari agli angoli. La parte più antica tuttora visibile è costituita dalla torre del mastio o torre dell’orologio di impianto duecentesco, sita nell’angolo nord-est, mentre la forma a quadrilatero irregolare con cortile interno della struttura è ascrivibile ad epoche successive. La torre dell’orologio emerge, dal corpo dell’edificio merlato, al pari di una torre minore che l’affianca sul lato di nord-ovest. Entrambe sono provviste di un giro completo di piombatoi e di merlatura ghibellina coperta dal tetto. Ancora osservabili sono inoltre tratti delle mura di cinta con le basi dei tre torrioni perimetrali e residui della fossa. Il circuito delle mura urbane, di cui sopravvivono parti delle cortine, era costituito da un muro con scarpa, dotato di torri quadrangolari agli angoli e rompitratta lungo i lati. Vi si aprivano due accessi, la “porta Vecchia” a settentrione, demolita nel 1874, e la “porta Nuova”, sita all’inizio della Via Veneto verso sud, abbattuta nel 1902. La copertura del cortile d’armi interno va invece collocata nel 1947.