Itineraro Storico Artistico

L'itinerario inizia dal centro storico di Luzzara, a partire dal Museo Nazionale delle Arti Naives "C. Zavattini", e arriva sino fuori paese, a Maso, ove si trova la bellissima Villa Paralupi

Informazioni

42045 Luzzara
Sito web - Website Comune di Luzzara - Turismo e cenni storici
Sito web - Website Villa Paralupi al Maso

Descrizione dell'itinerario

Il Museo Nazionale delle Arti Naïves "Cesare Zavattini" ha la sua sede nel quattrocentesco Convento degli Agostiniani, situato presso la chiesa dell'Annunziata. La storia dell'edificio si intreccia con la nascita della piccola signoria autonoma di Luzzara e con il suo primo signore Rodolfo Gonzaga. Riedificato più volte, poichè terremoti e conflitti ne intaccarono la costruzione, dal secolo scorso fu utilizzato come ospedale. Cessato l'uso ospedaliero, l'antico edificio è stato convertito dal Comune di Luzzara in sede espositiva. Il Premio Nazionale dei Naïfs, ideato da Cesare Zavattini nel 1967, anticipa di un anno la costituzione del Museo, l'unico dedicato all'arte naïve in Italia. Oggi, accanto alle attività connesse al naïfismo, la sede espositiva promuove numerose iniziative che comprendono importanti mostre di fotografia, iniziative didattiche e laboratoriali, studi sulla storia locale, eventi culturali qualificati. L'edificio è inagibile a causa del sisma del 2012.

Il teatro di Luzzara fu acquistato dalla "società teatrale di Luzzara" intorno al 1913. Probabilmente ricavato da un fabbricato rustico adibito a granaio, l'edificio subì massicci e repentini lavori di strutturazione per l'adeguamento a teatro. Si dovette, tuttavia, aspettare il 2 Ottobre 1852 per l'inaugurazione con la prima rappresentazione dell'opera "I Capuleti ed i Montecchi" di Vincenzo Bellini. Il Teatro poteva contenere fino a 400 persone, con 47 palchi divisi in tre ordini. Il sipario dipinto a mano raffigurava la Fiera di Luzzara con i Principi Gonzaga.

Il Palazzo della Macina, vecchio palazzo dei Gonzaga, Signori di Luzzara, fu eretto verso la fine del XV sec. su disegno di Luca Fancelli. All'epoca dei suoi fasti era ornato da mirabili affreschi e occupava quasi tutta l'attuale piazza. Ma dalla guerra, che culminò con la battaglia del 15 Agosto del 1702, non si salvò che la parte ancora oggi visibile. Il nome deriva dall'utilizzo che in passato venne fatto del palazzo e cioè come luogo per l'esazione di un tributo sulle granaglie detto appunto Macina. All'interno del palazzo di distinguono ancora oggi la sontuosa loggia che si affacciava sul cortile, mentre sulla porta principale spicca le stemma dei Gonzaga realizzato in porcellana colorita raffigurante il simbolo della fecondità.

Da sempre la comunità di Luzzara manifestò il desiderio di costruire un'altissima torre per riporvi le campane, con il materiale delle vecchie torri, della Rocca e delle fortificazioni. Il Duca Antonio Ferdinando con proprio decreto del 20 Giugno 1716, autorizzò la cittadinanza di Luzzara ad effettuare una prima questua di biade, vini e denaro cosicchè nel 1924 iniziò la prima parte della costruzione della torre che fu ultimata per la sua parte superiore solo dopo il 1740 in seguito ad una seconda questua ordinata dalla duchessa di Guastalla, Maria Darmestat.
Nel 1762 furono insediati i telai di sostenimento alle campane e solo nel 1780 la determinazione del popolo di Luzzara portò alla deposizione in cima alla cupola della croce con il luccio raggiungendo così un'altezza di 55 metri.

Di significativa importanza artistica è sicuramente Villa Paralupi situata in località Maso. Straordinaria struttura curtense, fu una delle più note residenze dei Gonzaga. Passata attraverso i secoli nelle mani di vari e potenti fondatori, la Villa ha orgogliosamente conservato alcuni caratteri della antica nobiltà come l'oratorio ed il giardino famoso per le sue affascinanti piantagioni arboree che costituiscono un patrimonio di altissimo valore botanico; ne sono l'esempio esemplari limitati e di rara beltà.

Come arrivare

Luzzara

In auto
Autostrada del Brennero A22 - Luzzara è raggiungibile dall'uscita di Pegognaga e da quella di Reggiolo.

In treno
Dalla stazione di Reggio Emilia, treno regionale fino a Parma poi Linea ferroviaria TPER Parma-Suzzara.