Padre Angelo Secchi

Gesuita, fisico, astronomo, meteorologo, direttore per quasi trent’anni dell’Osservatorio del Collegio romano, dedica con passione le sue energie alla ricerca. Apporta un contributo fondamentale alla nascita dell’astrofisica, allo sviluppo della moderna meteorologia - è tra l’altro l’ideatore di quello che oggi si potrebbe definire oggi l’Allerta Meteo - in una visione della scienza al servizio del bene comune e del progresso.

La vita

Angelo Secchi nacque a Reggio Emilia il 28 giugno 1818 in una piccola casa di via Porta Brennone. Era figlio di Giacomo Antonio e Luigia Belgieri, ultimo di una famiglia numerosa, di modesta estrazione sociale. Terminate le scuole elementari, fu avviato al ginnasio di Reggio, diretto dai gesuiti e, una volta completati gli studi, entrò stabilmente nella Compagnia di Gesù. Dal 1849 al 1878 fu direttore dell’osservatorio astronomico e meteorologico del Collegio Romano e si occupò di magnetismo, di meteorologia (il cui studio era stato approfondito da Secchi durante il soggiorno a Washington con il commodoro F.M. Maury) e di misure geodetiche. In quanto esperto dello Stato Pontificio dovette occuparsi di acquedotti, sanità, clima ed elettricità. Nel campo meteorologico suscitò notevole scalpore a livello mondiale il meccanismo, esposto e premiato nella Esposizione Universale di Parigi del 1867, detto il “Meteorografo”. Questo strumento consentiva la registrazione a distanza di temperatura, pressione, umidità, direzione del vento, velocità del vento e quantità di pioggia. Fu premiato da Napoleone III in persona, che lo nominò Ufficiale della Legion d'onore. In generale suoi studi e ricerche spaziarono numerosi campi, dall’astronomia alla fisica, dalla meteorologia alla geodesia.

La parte preponderante del suo lavoro, riguardò l'astronomia. In ambito astronomico osservò stelle doppie, nebulose, pianeti e comete, studiò il sole, notando il numero, il movimento e l’aspetto delle macchie solari e le protuberanze. Applicando la fisica all’astronomia esaminò gli spettri di più di 4.000 stelle giungendo a raggrupparle in quattro classi o tipi - lavoro forte, lungo e faticosissimo, che costituisce una pietra miliare nella storia dell’astrofisica. Svolse molti compiti di pubblica utilità, tra cui il servizio dell’ora esatta alla città di Roma, la misura della base geodetica sulla via Appia per la triangolazione dello Stato Pontificio e del Regno di Napoli; contribuì alla definizione del punto geodetico di Monte Mario, utilizzato per definire il primo meridiano d’Italia e partecipò a Parigi alla Commissione per la definizione del metro campione, in rappresentanza della Santa Sede. Tra le sue pubblicazioni “L’Unità delle forze fisiche” (1864), “Le Soleil” (1870), “Le Stelle” (1877).

Portano oggi il suo nome un asteroide, una montagna, un crepaccio di 35 km e un cratere di 22 km di lunghezza sulla Luna e un cratere di 234 km di diametro sul pianeta Marte. Il suo nome è anche associato alla definizione del Meridiano di Roma (o Meridiano di Monte Mario), detto anche Primo meridiano d'Italia. Muore a Roma, il 26 febbraio 1878.