Rubiera

Il territorio comunale si estende ai lati della Via Emilia, a partire dalle casse d'espansione del fiume Secchia, ed è un importante centro industriale.

Informazioni e contatti

Mercato settimanale: Sabato
Patrono San Biagio - 3 febbraio
C.A.P. 42048
Frazioni: Fontana, San Faustino, Sant'Agata.
Altitudine m: 53
Abitanti:14.875 al 1 gennaio 2015
Ufficio Relazioni con il Pubblico 0522-622202
Informazione e Accoglienza Turistica Reggio Emilia 0522 - 451152
Comune di Rubiera

Come arrivare

In auto: da Reggio Emilia, seguire Via Emilia (SS 9) direzione Modena.
In treno: dalla stazione FS di Reggio Emilia treno regionale Trenitalia
In autobus: bus SETA urbano n.2

Cenni storici

Il comune di Rubiera corrisponde all'antica "Corte de Herberia".
Nell 1033 la Corte di Rubiera venne usurpata da Adalberto Marchese di Toscana, che volle assegnarla al Monastero di Castiglione: quando il marchese di Toscana passò ai Canossa, di costoro fu' pure la Corte di Rubiera. Al centro della Corte doveva già essere stato edificato un castello vicino al Secchia, sul corso del quale era stato costruito un ponte romano, ad opera degli imperatori Gallieno e Valeriano. Il ponte venne piu' volte divelto: ne sono rimaste tracce nei basamenti dei piloni sul greto del fiume (a circa 100 metri dal ponte attuale verso nord), e di esso esiste anche una lapide che ne ricorda la distruzione avvenuta ad opera di un incendio nel 257 ora custodita nel museo lapidario di Modena.
Al tempo delle lotte tra Matilde ed Enrico IV, questi riuscì a conquistare Rubiera (affidandola al figlio Marchese Azzo D'Este); poi la contessa lo riebbe e lo sottopose alla custodia dei suoi capitani. Dal 1099 diventa nota la famiglia dei Da Herberia: alcuni suoi componenti sono presenti ad un "placito" di Matilde. Alla morte della contessa si ripresentarono, pretendendo la corte di Rubiera, i superiori del Monastero di S. Salvatore: il Papa Eugenio III risolvette risolse la questione concedendo ad essi la metà dei beni della corte medesima, affidando la parte restante al Vescovo di Reggio (1146). Verso il 1190 il Comune di Reggio innalzò a Rubiera un nuovo castello, che nel 1202 è posseduto da Pico Manfredi, il quale seppe ben difenderlo contro i modenesi in lotta con i reggiani a causa delle acque del Secchia. Attorno al castello il Comune di Reggio volle ben presto innalzare mura e insediarvi i primi borghi di case. Nel 1284 il forte è tenuto dalla famiglia dei Boiardi (discendenti dei signori Bianchi della Lunigiana). Nel 1290 il castello di Rubiera è posseduto da Obizzo D'Este e nel 1315 dal Comune di Reggio. Nel 1326 venne poi occupato dal Legato Apostolico e nel 1329 fu conquistato dai rappresentanti imperiali di Parma e Reggio, che imprigionarono nel castello il comandante del presidio Gherardo Boiardi. Costoro riebbero Rubiera col passaggio di Reggio alla signoria dei Gonzaga (1345) e lo seppero ben difendere contro i modenesi nel 1345. Quando i Boiardi si affidarono ai Visconti (1354), accolsero nel castello di Rubiera un loro presidio, che in seguito cacciarono (1362) per accogliere i rappresentanti della Chiesa e degli estensi. In seguito a tali mutamenti i Boiardi ottennero autorità su tutto il territorio rubierese, partecipando alla guerra contro i Visconti ed Ottobono terzi, che venne ucciso con inganno presso Pontalto, nelle campagne al di sopra di Rubiera (sud) verso Bagno dove vi era un ponte avente lo stesso toponimo di quello di Rubiera. Il pontalto attraversava la Via Emilia molto probabilmente in corrispondenza del cavo Tassarola, fosso che raccoglieva tutte le acque delle campagne poste a sud della Via Emilia. Nel 1423 i Boiardi permutarono Rubiera con Scandiano; allora Rubiera divenne un fondo della famiglia Estense, soggetto direttamente al Duca ed alla comunità di Ferrara. Nel 1512 furono i Papi a conquistare Rubiera, che venne affidata ad Alberto Pio di Carpi. Gli Estensi riuscirono a riavere Rubiera nel 1523: allora munirono il castello con tante difese da renderlo una delle fortezze piu' sicure del Ducato. L'ultimo episodio della guerra della rocca si ebbe nel 1706 quando, durante la guerra di successione di Spagna, i tedeschi obbligarono alla resa il corpo dei francesi che, padroni di Modena, difendevano Rubiera. La fortezza, durante l'occupazione estense, fu adibita a prigione di stato per quanti fossero accusati o sospettati di delitto di lesa maestà. Vi languì anche il patriota Don Giuseppe Andreoli che, condannato a morte, salì il patibolo avanti alla rocca il 17 ottobre 1822. La rocca di Rubiera era un massiccio edificio, munito di quattro torrioni, che s'imponeva con i suoi spalti e le sue mura all'ingresso del paese, sulla Via Emilia. Era circondata da profondi fossati, le cui acque provenivano dal Tresinaro per mezzo di un canale chiamato della cerca; nel lato est era il ponte levatoio di Carpi. La rocca fu' venduta all'asta nel 1873 e successivamente divisa in due lotti, di cui divenne proprietà del Municipio ed uno di privati. Per ragioni di viabilità, nel primo quarto del secolo la rocca fu' privata della parte mediana. In questi ultimi tempi anche le strutture laterali comprendenti i torrioni sono state in gran parte ridotte ad abitazioni private ed uffici. Dell'antico aspetto della rocca ben poco è riconoscibile. Anche la parte storica, come le carceri dove languirono Don Andreoli ed altri patrioti, è stata sacrificata ad esigenze moderne.
RUBIERA CAPOLUOGO.
La Via centrale è fiancheggiata dai portici. Sui resti degli antichi bastioni della rocca ha trovato sede per qualche tempo il Municipio; a lato si trova il monumento ai caduti, purtroppo privo della bella statua bronzea usata per fare bombe e cannoni al tempo dell'ultimo conflitto ed inaugurata nel 1925, opera dello scultore Malagoli.
Al centro del paese si trova il palazzo già dei Boiardo poi dei Sacrati: che diventarono feudatari nel 1433 dopo il trasferimento dei Boiardo a Scandiano. Nel 1445 i Sacrati furono investiti del feudo di San Valentino in Castellarano dopo aver rinunciato per desiderio dell'Estense il al loro castello di Fusignano nel ravennate. I Boiardo, famiglia che non dava grande affidamento per quanto riguarda la fedeltà al Signore di Ferrara, si trovò così ad avere di fronte ed alle spalle i Sacrati, famiglia che godeva della totale fiducia del marchese di Ferrara. Il fabbricato fu' acquistato dal demanio dopo l'unificazione (1860), adibito a scuole elementari, poi sede municipale fino al 1962. L'antico palazzo civico ora sede della biblioteca comunale, risalente in molte sue parti al XV secolo fu abbandonato poco prima della seconda guerra mondiale e concesso in uso a non abbienti con conseguente grave degrado al quale si è posto rimedio in questi ultimi anni. Di fronte a palazzo Sacrati si alza l'oratorio laicale della Santissima Annunziata innalzato dal 1710 al 1713 dopo gravi contrasti di potere col Governatore Donelli (1701). A mano destra in direzione di Modena vi è la Chiesa parrocchiale, costruita dai Minori Conventuali nel 1704 e completata nel 1722, che occupa l'area sulla quale si innalzava l'antico oratorio della Annunziata, di origine quattrocentesca, detto però prima del 1460 di S. Bartolomeo. Al centro sempre su lato sud i resti dell'antica Parrocchiale dedicata ai santi Donnino e Biagio, con interessante absidicola e campanile che si innesta su di essa, già nominata in un atto del 1302. Fra le cose notevoli ricordiamo la torre detta della campana, risalente al 1556, la torre dell'orologio del 1537, l'ex Monastero dei Minori Conventuali ora Palazzo Rainusso ed il bellissimo complesso ora "La Corte Ospitale" . Il tutto è opera di maestranze locali della metà del XV secolo.

Il comune di Rubiera corrisponde all'antica "Corte de Herberia".Nell 1033 la Corte di Rubiera venne usurpata da Adalberto Marchese di Toscana, che volle assegnarla al Monastero di Castiglione: quando il marchese di Toscana passò ai Canossa, di costoro fu' pure la Corte di Rubiera. Al centro della Corte doveva già essere stato edificato un castello vicino al Secchia, sul corso del quale era stato costruito un ponte romano, ad opera degli imperatori Gallieno e Valeriano. Il ponte venne piu' volte divelto: ne sono rimaste tracce nei basamenti dei piloni sul greto del fiume (a circa 100 metri dal ponte attuale verso nord), e di esso esiste anche una lapide che ne ricorda la distruzione avvenuta ad opera di un incendio nel 257 ora custodita nel museo lapidario di Modena.Al tempo delle lotte tra Matilde ed Enrico IV, questi riuscì a conquistare Rubiera (affidandola al figlio Marchese Azzo D'Este); poi la contessa lo riebbe e lo sottopose alla custodia dei suoi capitani. Dal 1099 diventa nota la famiglia dei Da Herberia: alcuni suoi componenti sono presenti ad un "placito" di Matilde. Alla morte della contessa si ripresentarono, pretendendo la corte di Rubiera, i superiori del Monastero di S. Salvatore: il Papa Eugenio III risolvette risolse la questione concedendo ad essi la metà dei beni della corte medesima, affidando la parte restante al Vescovo di Reggio (1146). Verso il 1190 il Comune di Reggio innalzò a Rubiera un nuovo castello, che nel 1202 è posseduto da Pico Manfredi, il quale seppe ben difenderlo contro i modenesi in lotta con i reggiani a causa delle acque del Secchia. Attorno al castello il Comune di Reggio volle ben presto innalzare mura e insediarvi i primi borghi di case. Nel 1284 il forte è tenuto dalla famiglia dei Boiardi (discendenti dei signori Bianchi della Lunigiana). Nel 1290 il castello di Rubiera è posseduto da Obizzo D'Este e nel 1315 dal Comune di Reggio. Nel 1326 venne poi occupato dal Legato Apostolico e nel 1329 fu conquistato dai rappresentanti imperiali di Parma e Reggio, che imprigionarono nel castello il comandante del presidio Gherardo Boiardi. Costoro riebbero Rubiera col passaggio di Reggio alla signoria dei Gonzaga (1345) e lo seppero ben difendere contro i modenesi nel 1345. Quando i Boiardi si affidarono ai Visconti (1354), accolsero nel castello di Rubiera un loro presidio, che in seguito cacciarono (1362) per accogliere i rappresentanti della Chiesa e degli estensi. In seguito a tali mutamenti i Boiardi ottennero autorità su tutto il territorio rubierese, partecipando alla guerra contro i Visconti ed Ottobono terzi, che venne ucciso con inganno presso Pontalto, nelle campagne al di sopra di Rubiera (sud) verso Bagno dove vi era un ponte avente lo stesso toponimo di quello di Rubiera. Il pontalto attraversava la Via Emilia molto probabilmente in corrispondenza del cavo Tassarola, fosso che raccoglieva tutte le acque delle campagne poste a sud della Via Emilia. Nel 1423 i Boiardi permutarono Rubiera con Scandiano; allora Rubiera divenne un fondo della famiglia Estense, soggetto direttamente al Duca ed alla comunità di Ferrara. Nel 1512 furono i Papi a conquistare Rubiera, che venne affidata ad Alberto Pio di Carpi. Gli Estensi riuscirono a riavere Rubiera nel 1523: allora munirono il castello con tante difese da renderlo una delle fortezze piu' sicure del Ducato. L'ultimo episodio della guerra della rocca si ebbe nel 1706 quando, durante la guerra di successione di Spagna, i tedeschi obbligarono alla resa il corpo dei francesi che, padroni di Modena, difendevano Rubiera. La fortezza, durante l'occupazione estense, fu adibita a prigione di stato per quanti fossero accusati o sospettati di delitto di lesa maestà. Vi languì anche il patriota Don Giuseppe Andreoli che, condannato a morte, salì il patibolo avanti alla rocca il 17 ottobre 1822. La rocca di Rubiera era un massiccio edificio, munito di quattro torrioni, che s'imponeva con i suoi spalti e le sue mura all'ingresso del paese, sulla Via Emilia. Era circondata da profondi fossati, le cui acque provenivano dal Tresinaro per mezzo di un canale chiamato della cerca; nel lato est era il ponte levatoio di Carpi. La rocca fu' venduta all'asta nel 1873 e successivamente divisa in due lotti, di cui divenne proprietà del Municipio ed uno di privati. Per ragioni di viabilità, nel primo quarto del secolo la rocca fu' privata della parte mediana. In questi ultimi tempi anche le strutture laterali comprendenti i torrioni sono state in gran parte ridotte ad abitazioni private ed uffici. Dell'antico aspetto della rocca ben poco è riconoscibile. Anche la parte storica, come le carceri dove languirono Don Andreoli ed altri patrioti, è stata sacrificata ad esigenze moderne. 

RUBIERA CAPOLUOGO.
La Via centrale è fiancheggiata dai portici. Sui resti degli antichi bastioni della rocca ha trovato sede per qualche tempo il Municipio; a lato si trova il monumento ai caduti, purtroppo privo della bella statua bronzea usata per fare bombe e cannoni al tempo dell'ultimo conflitto ed inaugurata nel 1925, opera dello scultore Malagoli.Al centro del paese si trova il palazzo già dei Boiardo poi dei Sacrati: che diventarono feudatari nel 1433 dopo il trasferimento dei Boiardo a Scandiano. Nel 1445 i Sacrati furono investiti del feudo di San Valentino in Castellarano dopo aver rinunciato per desiderio dell'Estense il al loro castello di Fusignano nel ravennate. I Boiardo, famiglia che non dava grande affidamento per quanto riguarda la fedeltà al Signore di Ferrara, si trovò così ad avere di fronte ed alle spalle i Sacrati, famiglia che godeva della totale fiducia del marchese di Ferrara. Il fabbricato fu' acquistato dal demanio dopo l'unificazione (1860), adibito a scuole elementari, poi sede municipale fino al 1962. L'antico palazzo civico ora sede della biblioteca comunale, risalente in molte sue parti al XV secolo fu abbandonato poco prima della seconda guerra mondiale e concesso in uso a non abbienti con conseguente grave degrado al quale si è posto rimedio in questi ultimi anni. Di fronte a palazzo Sacrati si alza l'oratorio laicale della Santissima Annunziata innalzato dal 1710 al 1713 dopo gravi contrasti di potere col Governatore Donelli (1701). A mano destra in direzione di Modena vi è la Chiesa parrocchiale, costruita dai Minori Conventuali nel 1704 e completata nel 1722, che occupa l'area sulla quale si innalzava l'antico oratorio della Annunziata, di origine quattrocentesca, detto però prima del 1460 di S. Bartolomeo. Al centro sempre su lato sud i resti dell'antica Parrocchiale dedicata ai santi Donnino e Biagio, con interessante absidicola e campanile che si innesta su di essa, già nominata in un atto del 1302. Fra le cose notevoli ricordiamo la torre detta della campana, risalente al 1556, la torre dell'orologio del 1537, l'ex Monastero dei Minori Conventuali ora Palazzo Rainusso ed il bellissimo complesso ora "La Corte Ospitale" . Il tutto è opera di maestranze locali della metà del XV secolo.

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