Giannetto Cimurri

Giannetto Cimurri (1905-2002) è stato un mito del ciclismo, vero ambasciatore dello sport reggiano quando ancora la globalizzazione non esisteva.

 

Nato nel 1905 a Reggio Emilia e scomparso a ben 97 anni nella sua città, ha attraversato l’intero secolo lasciando un segno indelebile in questo sport: massaggiatore della Nazionale per 34 anni, ha vissuto da vicino 8 Olimpiadi, 74 campionati del mondo tra strada, pista e ciclocross, 11 Tour de France, 10 Giri di Romandia, 6 Giri di Svizzera, 40 Giri d’Italia portati a termine e altri 6 non completati, oltre a infinite corse nazionali e internazionali. Un curriculum ineguagliabile cui va aggiunta l’attività nel calcio (massaggiatore per anni della Reggiana) e nel pugilato (del campione europeo Gino Bondavalli).

Indimenticabile la sua amicizia con Fausto Coppi con il quale aveva stabilito un rapporto strettissimo, tanto da diventarne intimo amico e confidente. Nel 1930 fondò il Velo Club Reggio, mentre nel 1933 aprì un negozio di articoli sportivi gestito dalla famiglia capace di affermarsi ben presto in città. Nel 1951 ideò il “Premio Disciplina”, assegnato ogni anno a una promessa del pedale reggiano. Negli anni ’80 eccolo poi organizzatore dell’AssoMondiale, in grado di riunire per diversi anni a Reggio Emilia i campioni mondiali viventi in Italia.

Cavaliere della repubblica per meriti sportivi dal 1965, Croce dell’Ordine Ospedaliero di Malta dal 1949, a Giannetto sono stati conferiti numerosi riconoscimenti, tra cui la Stella d’oro per meriti sportivi nel 1988. Il 27 maggio 2001, un anno prima della sua scomparsa e lo stesso giorno in cui il Giro d’Italia fece tappa a Reggio Emilia, è stata inaugurata a Reggio Emilia in zona Campovolo una Pista di Avviamento al Ciclismo intitolata a suo nome, tra le prime in Italia ad accogliere i campioncini delle due ruote per allenarsi in tutta sicurezza.

Il 21 maggio 2007, in occasione della tappa del Giro d’Italia “Reggio Emilia-Lido di Camaiore”, fu assegnato in sua memoria un traguardo volante a Castelnovo né Monti (RE).
Forse pochi sanno che Giannetto tentò anche l’esperienza col ciclismo praticato. Nel corso della sua prima gara, a San Maurizio, un quartiere di Reggio Emilia, cadde però rovinosamente: “Mi ruppi un ginocchio e temetti un’amputazione della gamba destra, ricordava Giannetto, dovetti per forza abbandonare lo sport praticato e da lì in poi mi sono dedicato agli altri”.

Nacque così la sua vita di massaggiatore e talent scout.

Cimurri, Binda, Coppi, Bartali. - 1949
"Collezionando biciclette, ho ricominciato da capo, ho ripercorso la mia vita, la storia stessa del ciclismo, insomma, sono tornato a correre con le mie biciclette, perché ognuna di esse mi ricorda un momento del passato. Certo corro con la fantasia, ma ho ricominciato a correre” .

In foto: Cimurri, Binda, Coppi, Bartali. - 1949 - Raccolta Giannetto Cimurri, Fototeca Panizzi

Le Biciclette

Giannetto Cimurri ha iniziato la sua raccolta nel 1953 quando Fausto Coppi gli regalò una delle sue quattro leggendarie Bianchi, preparate per il campionato mondiale su strada. La sua collezione di oltre 130 biciclette non è soltanto una semplice raccolta dei cimeli dei più grandi campioni (Fausto Coppi, Gino Bartali, Antonio Maspes, Eddy Merckx, Felice Gimondi, Francesco Moser, Marco Pantani) ma è la storia stessa di uno sport raccontata a colpi di pedale, dove la protagonista assoluta è la bicicletta.

Nelle sale che ospitano la sede centrale del Credem in via Emilia San Pietro è stata ospitata "Giannetto Cimurri. Il Masseur e le bici dei suoi campioni", un'esposizione di 36 biciclette selezionate tra le oltre 130 della Collezione di Giannetto Cimurri, maglie rosa e maglie gialle, foto inedite di lavoro, amicizia e sport, manifesti delle più importanti gare ciclistiche mondiali dagli anni ’40 agli anni ’50.

A causa del Coronavirus la mostra è momentaneamente sospesa.
Grazie a Spazio Credem e a questo magnifico video, potrete riscoprire la sua storia e visitare virtualmente la mostra dedicata. Buona visione!