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Dalla Via Emilia all'antico corso del Crostolo

Un percorso guidato che parte dalla Via Emilia, arteria primaria della città, per arrivare in Corso Garibaldi antico alveo del torrente Crostolo che attraversava la città, ammirare le magnificenze Barocche della Basilica della Ghiara passeggiando fra tipici ristoranti e confortevoli caffè. Via Emilia Santo Stefano, Corso Garibaldi, Via Guido da Castello, Piazzale Roversi.

Informazioni

42121 Reggio Emilia
Il percorso si svolge in centro storico

Caratteristiche del percorso

Si percorrono: Via Emilia Santo Stefano - Corso Garibaldi - Via Guido da Castello - Piazzale Roversi

Descrizione dell'itinerario

Piazza del Monte Da piazza del Monte, percorrendo la Via Emilia Santo Stefano (in direzione di Parma) troviamo sulla destra, al numero 3, Casa Venturi oggi sede della Libreria all'Arco, dove il fisico e matematico Giambattista Venturi aveva raccolto tra Sette e Ottocento la sua collezione di dipinti. Sulla sinistra, oltrepassata Via Guido da Castello, al numero 6, Casa Camellini conserva ancora le tempere decorative realizzate dal giovane Antonio Fontanesi, destinato a diventare un protagonista del paesaggio europeo.

Sul lato opposto, al numero 5, si nota il bel palazzo, ora sede dell’Istituto Nazionale Assicurazioni, costruito alla fine del Settecento e poi restaurato nell’Ottocento da Domenico Marchelli. Proseguendo, è consigliabile una deviazione in Via dell’Aquila dove, al numero 3, sorge (di recente restaurata) l’antica Sinagoga ebraica, costruita fra il 1857 e il 1858 dall’architetto Pietro Marchelli. Di nuovo sulla Via Emilia, arriviamo a Piazza Gioberti, caratterizzata dall’obelisco eretto nel 1843 in onore di Adelgonda di Baviera, sposa del duca di Modena Francesco V.

Ci troviamo ora nell’ampio percorso di Corso Garibaldi, anticamente alveo del torrente Crostolo che attraversava la città. Qui, il 29 aprile del 1596, davanti a un’immagine della Madonna, avvenne il miracolo di Marchino, giovane sordomuto che riacquistò la parola. La risonanza del fatto provocò, neanche un anno dopo, l’inizio della costruzione del Santuario della Basilica della Ghiara, tempio mariano fra i più noti in Italia. La presenza della Basilica ha reso Corso Garibaldi (noto in precedenza come Corso della Ghiara dal fondo ghiaioso lasciato dalla precedente presenza del torrente) uno dei percorsi più animati e frequentati della città, teatro di numerose iniziative. Oltre l’istituzione di una fiera – che oggi si tiene la prima settimana di settembre – qui si correva il Palio di San Prospero e la Quintana, sfilavano processioni religiose e si allestivano speciali apparati scenografici.
Non a caso qui, proprio dirimpetto alla Basilica della Ghiara, iniziò nel 1784 la costruzione del palazzo del Governatore (o Palazzo Ducale) oggi sede della Prefettura e dell’Amministrazione Provinciale.

Continuando su Corso Garibaldi incontriamo, al n. 29, Palazzo Magnani, oggi noto dal nome dell’ultimo proprietario, il musicologo e collezionista Luigi Magnani. Il palazzo, proprietà dell’Amministrazione Provinciale e prestigiosa sede di attività espositive, ha origini molto antiche: già nel 1608 era della famiglia Becchi, ma il Giano bifronte in marmo, posto sull’angolo con Via Vicedomini (attribuito al Clemente) porta la data 1576. Svoltando su Via Vicedomini e percorrendo il tratto iniziale di Via Fiordibelli giungiamo in Piazza San Lorenzo, piccola e aggraziata piazzetta dominata da Palazzo Calcagni, con importanti testimonianze cinquecentesche, a partire dal cornicione in cotto con ovuli e dentelli.

Continuando su Via Fiordibelli, all’angolo con Via san Pietro Martire, incontriamo la casa di Antonio Casotti, architetto reggiano della seconda metà del Quattrocento, da lui stesso progettata, che ancora conserva all’interno affreschi di Nicolò dell’Abate. Da Via San Pietro Martire si accede poi alla piazzetta di San Giovanni dove si trova, con una severa facciata in cotto, non terminata, l’omonima chiesa, più comunemente nota come “San Giovannino”. L’interno conserva opere prestigiose, realizzate nei primi decenni del Seicento, tanto da configurare questo cantiere artistico banco di prova di artisti di lì a poco impegnati nella Basilica. I dipinti della tribuna sono del parmense Sisto Badalocchio, autore della Visione di san Giovanni Evangelista della cupola che non può non ricordare l’illustre precedente del Correggio; la volta della navata centrale presenta, racchiuse in prospettive illusionistiche del bresciano Tommaso Sandrini affreschi di Lorenzo Franchi eseguiti nel 1614. Imponenti le due grandi tele di Alessandro Tiarini poste ai lati del presbiterio (eseguite nel 1624): di recente restaurate, raffigurano Il transito di San Giovanni e il Martirio di San Giovanni. Nella seconda cappella di sinistra è presente un gruppo policromo cinquecentesco in terracotta raffigurante il Mortorio di Cristo, riferibile, con esclusione del Cristo seicentesco, alla bottega di Guido Mazzoni.

Per ritornare su Corso Garibaldi possiamo ora scegliere di percorrere un tratto di Via Guido da Castello, dove troviamo, sulla destra, al numero 21, la casa realizzata agli inizi dell’Ottocento dall’architetto-scenografo Giovanni Paglia, caratterizzata dal balcone con ai lati colonne ioniche, e più avanti (al numero 25) Casa Rossi dove sopravvive il tipico “collo” che era frequente nelle abitazioni cittadine del Trecento. Eccoci di nuovo in Corso Garibaldi che percorreremo sul lato sinistro per osservare, in angolo con Via Farini, Palazzo Panciroli Trivelli, che ha un interessante interno di gusto scenografico con due cortili con decorazioni prospettiche. Il palazzo è noto anche come “palazzo dell’Imperatore”: qui dormì infatti Napoleone durante una sua visita alla città.

Siamo ormai in prossimità di un’altra suggestiva piazza cittadina, piazza Roversi (meglio nota come Piazza del Cristo), dominata dall’elegante Oratorio del Cristo, progettato da Giambattista Cattani nel 1761, la cui facciata è sormontata da tre sculture. A destra della chiesa l’imponente Palazzo Rangoni, di severa impronta manierista, che una tradizione mai confermata attribuiva all’architetto cinquecentesco Jacopo Barozzi detto il Vignola. Di fronte al palazzo, sul lato opposto della piazza, è possibile una deviazione che attraverso la stretta via Bardi ci porta alla chiesa di S. Agostino, il cui interno è opera dell’architetto Gaspare Vigarani (su una preesistenza medievale e rinascimentale). La facciata è invece su disegno dell’architetto bolognese Alfonso Torregiani, realizzata da G. B. Cattani (1746), mentre il campanile, in origine su progetto di Antonio Casotti, è della fine del Quattrocento. Al suo interno si può ammirare uno dei tre dipinti reggiani del Guercino.

Tornati su piazzale Roversi, infiliamo Via Farini, dove termina il nostro itinerario con la visita alla Chiesa di San Giorgio edificata a partire dal 1638, che ricalca il modello della Chiesa dei Gesuiti, con un’aula unica e cappelle laterali. Di rilievo il campanile e soprattutto la cupola (realizzata fra il 1737 e il 1743 da Alfonso Torregiani, con alto tamburo e finestroni), forti emergenze del profilo cittadino. Di fronte alla chiesa, nella sede dell’antico convento dei Gesuiti, costruito nel 1638 (collegato alla chiesa da un percorso sotterraneo) ha sede la Biblioteca Municipale Panizzi, centro della vita culturale cittadina.

 

Approfondimenti

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