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Gruppo scultoreo in San Giovanni Evangelista

Il Compianto era originariamente nella cappella del Sepolcro della chiesa cittadina di San Francesco e apparteneva alla Compagnia dei Battuti, costituitosi nel 1321.
Piazzetta San Giovanni

42121 Reggio nell'Emilia

A Reggio Emilia i confratelli erano noti per essere veri e propri registi delle cerimonie del Venerdì Santo, forse proprio a partire dalla data di fondazione della cappella contenente il Compianto (1480).
Nel 1807, a seguito delle soppressioni napoleoniche, la Confraternita è dispersa e il Compianto passa alla chiesa di San Giorgio pervenendo alla fine del XIX secolo nella attuale sede in S. Giovannino.
Il gruppo è costituito da sette statue poste attorno al Cristo morto, ma il tutto è anomalo: manca infatti la statua della Maddalena, mentre l’evangelista Giovanni vi compare due volte (analogamente, forse, all’immagine della Vergine).
L’atteggiamento patetico di Maria è evidenziato dalle braccia aperte e dal grido che le deforma il viso; allo stesso modo i due Giovanni presentano un sentimento di dolore molto caricato.
La statua del Cristo morto, acquistata alla metà del secolo scorso sul mercato antiquario, non è ovviamente coerente con l’insieme; la scultura è stata recentemente ascritta a Michele di Nicolò di Dino detto “Michele da Firenze” (1403-1457 ca.), girovago plasticatore formatosi nella bottega del Ghiberti a fianco di Donatello, autore tra 1440 e 1441 dell’altare delle statuine per il Duomo di Modena.
Il Compianto di Reggio Emilia risultato, secondo ultimi studi, dell’assemblaggio di gruppi diversi commissionati dall’antica confraternita reggiana che ancora oggi ne è proprietaria, appare oggi uno dei più problematici tra i molti conservati in Emilia, Tutte le figure, comunque, sembrano successive alla metà del secolo e opera di almeno due differenti plasticatori, il primo – autore del San Giovanni e della Maria disposti ai piedi della croce – cronologicamente prossimo agli esordi di Guido Mazzoni, l’altro probabilmente da questi suggestionato.