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Museo di Storia della Psichiatria

Dopo le operazioni di restauro dell’immobile, concluse nel 2011, cittadini e studiosi possono ora visionare strumenti, documenti e materiali che hanno fatto la storia della psichiatria in Italia, conservati presso il San Lazzaro, suddivisi in due distinte sezioni.

Indirizzo e contatti

Google Maps Via Amendola, 2 - 42122 Reggio nell'Emilia
Padiglione Lombroso - Area pedonale Campus San Lazzaro
Telefono 0522 456816
Email musei@comune.re.it
Sito web - Website Museo di Storia della Psichiatria

Orari

Dal 4 Settembre 2021
Sabato e domenica: 15:00 - 18.00
Visita guidata gratuita alle ore 15.00, 16.30 Clicca qui per prenotare la visita (oppure telefonare al n° 0522 456816 martedì, mercoledì, giovedì 15.00 – 18.00; venerdì, sabato, domenica e festivi 10.00 – 18.00)

Info e prenotazioni

Ingresso e visita guidata gratuita.

La visita è a pagamento per scolaresche e gruppi, nei giorni infrasettimanali su prenotazione.
Info: Dr.ssa Chiara Bombardieri. Responsabile Biblioteca C. Livi e archivio S. Lazzaro - Conservatore Museo di Storia della Psichiatria Azienda AUSL di Reggio Emilia.
Telefono 0522 335280
Email chiara.bombardieri@ausl.re.it

Come arrivare

In auto
Uscita casello autostradale A1, seguire le indicazioni per SS9 Via Emilia, direzione Modena. Si consigliano i parcheggi di Via Doberdò (accesso dal cancello pedonale B) o l'accesso pedonale dalla Via Emilia. 

In autobus
Dalla Stazione FS prendere l'autobus n° 2 (direzione Rubiera / Via Curie), scendere alla fermata Villa Marchi (prima del semaforo).
Con il Minibus E scendere al Parcheggio scambiatore Funakoshi e attraversare il complesso del San Lazzaro (circa 10 minuti a piedi).

Mappa Consulta la mappa

Cenni storici

L’edificio del “Lombroso”, di per sé documento esemplare della storia della psichiatria, fu concepito inizialmente (1891) come reparto per malati cronici tranquilli e intitolato al primo direttore del San Lazzaro, Antonio Galloni. Nel 1911 fu poi trasformato nella Sezione Lombroso, appositamente progettata per ospitare “pazzi criminali dimessi” e “detenuti alienati”; quindi, a partire dal 1972, venne gradualmente abbandonato.

Nelle celle al piano terra sono esposti strumenti scientifici, di contenzione e di terapia, che testimoniano l’applicazione quotidiana delle teorie che per lungo tempo considerarono i pazienti come “malati pericolosi per la comunità”. Tra i numerosi pezzi in mostra nelle sale al piano terra, si possono trovare camicie di forza, macchine per l’elettroshock, i famigerati “caschi del silenzio” e un apparecchio per il cosiddetto “bagno di luce”, che nelle intenzioni degli ideatori avrebbe dovuto produrre sui pazienti un effetto analgesico.
Nei tre ampi saloni che precedono le celle, è invece illustrata la storia del San Lazzaro e degli strettissimi intrecci con la storia della psichiatria, della quale l’istituto reggiano fu per molti anni uno dei più significativi presidi in Italia.

Le operazioni di restauro, supervisionate dalla Sovrintendenza ai Beni architettonici e ambientali, pur nel rispetto della conformazione originaria dei suoi spazi, materiali e cromatismi, hanno saputo rievocare la particolare atmosfera del luogo, lasciando trasparire i segni lasciati dall’uomo e dal tempo col loro carico di suggestioni e di vissuto. Particolare attenzione è stata riservata alla conservazione dei graffiti, eseguiti dai pazienti anche all’interno delle celle, realizzati nei modi più diversi, addirittura con le suole delle scarpe. Il restauro può definirsi dunque opera di “archeologia della contemporaneità”, che ha visto progettisti, restauratori e operai impegnati, con grande meticolosità, nel restauro dei suoi spazi. L’edificio si pone infatti come museo di se stesso, contenitore ma anche contenuto eloquente di una storia, di cui i muri sono esplicita testimonianza.

🎧 Ascolta le audioguide del Museo di Storia della Psichiatria!

 

Area San Lazzaro

Attualmente il complesso del San Lazzaro si estende, nella periferia sud est della città, su un'area di circa 390.000 mq, lungo la via Emilia verso Modena. L'intera area risulta delimitata rispetto al contesto urbano che la circonda da confini rimasti pressoché immutati nei secoli: a est il limite naturale costituito dal torrente Rodano, a nord la barriera invalicabile della linea ferroviaria Milano-Bologna, a ovest il limite flessibile, lungo il quale la struttura nel tempo si è estesa, ed a sud il confine storico sulla Via Emilia con l’accesso principale e gli edifici più antichi e prestigiosi.

L'intero complesso si presenta come un grande parco, all'interno del quale sono dislocati edifici di varia tipologia ed epoca. Attualmente il comparto ospita in parte proprietà dell'Azienda Sanitaria Locale, tra cui la sede amministrativa, i poliambulatori e alcune strutture sanitarie, ed in parte funzioni universitarie, entro padiglioni acquistati dalla Provincia di Reggio Emilia e ristrutturati per le Facoltà di Agraria, di Ingegneria e di Medicina. Entro il padiglione Lombroso è ospitata, dal 2011, la sede del Museo di Storia della Psichiatria, mentre a febbraio 2015 è stato inaugurato lo studentato universitario ricavato in una parte della dismessa Villa Marchi.
Una parte degli edifici appartenenti al patrimonio storico dell’Ausl - di cui alcuni di notevole pregio artistico - rimangono invece ancora in attesa del reperimento delle risorse per il loro recupero.