Collezione Maramotti

Galleria privata di arte contemporanea. In esposizione oltre duecento opere, tra dipinti, sculture e installazioni, rappresentative delle principali tendenze artistiche italiane e internazionali dal 1945 a oggi, nella prima sede produttiva di Max Mara convertita in spazio espositivo.

Indirizzo e contatti

Via Fratelli Cervi, 66 - 42124 Reggio nell'Emilia
0522 382484
info@collezionemaramotti.org
Collezione Maramotti
Presentazione

Orari

Giovedì e Venerdì: 14.30 - 18.30
Sabato e Domenica: 10.30 - 18.30
Giorni di chiusura: 1 e 6 Gennaio; 25 Aprile; 1 Maggio; dall' 1 al 25 Agosto; 1 Novembre; 25 e 26 Dicembre

Le visite guidate alla collezione permanente partono il Giovedì e il Venerdì alle 15.00; il Sabato e la Domenica alle 10.30 e alle 15.00.

Tariffe

Ingresso gratuito

La visita alla collezione permanente è accompagnata, su prenotazione e riservata a un massimo di 25 visitatori per volta.
L’accesso alle mostre temporanee è libero negli orari di apertura.
Tutto il percorso espositivo è accessibile a persone con difficoltà motorie.

Come arrivare

In auto
Autostrada A1, uscita Reggio Emilia. Seguire la direzione Centro, in prossimità della circonvallazione cittadina imboccare la via Emilia in direzione di Parma. L’edificio si trova sul lato sinistro della carreggiata di via Fratelli Cervi, a circa due chilometri dal centro storico.

In treno:
Dalla Stazione di Reggio Emilia: Minibù E, da Viale IV Novembre (di fronte alla stazione), direzione Parcheggio Volo, fermata Parcheggio Volo. Non effettua il servizio alla domenica.
Autobus n.2, da fermata Porta S. Pietro/Viale Montegrappa, direzione Sant'Ilario, fermata Pieve Peep.

Notizie storiche

La struttura espositiva si articola su due piani e 43 sale. Al piano terra, accanto alla biblioteca, vi è una grande sala espositiva per mostre temporanee dei nuovi esponenti dell'arte.

La Collezione comprende diverse centinaia di opere d'arte realizzate dal 1945 a oggi, di cui oltre duecento in esposizione permanente, che rappresentano alcune delle principali tendenze artistiche italiane e internazionali della seconda metà del XX secolo. È fondamentalmente costituita da dipinti, ma sono presenti anche sculture e installazioni. Gli artisti sono rappresentati con opere significative soprattutto nel periodo della loro apparizione sulla scena artistica, quando cioè il loro lavoro introduceva elementi di sostanziale novità nella ricerca contemporanea.
La collezione permanente inizia con alcuni importanti quadri europei, indicativi delle tendenze espressioniste e astratte degli anni Cinquanta generalmente definite “informali”, e un gruppo di opere protoconcettuali italiane. Presenta poi un nucleo importante di dipinti della cosiddetta Pop art romana, seguito da un numero consistente di opere di Arte Povera. A questi movimenti succedono nella Collezione diverse opere fondamentali del neo-espressionismo italiano (Transavanguardia) e significativi esempi di neo-espressionismo tedesco e americano. Fa loro seguito un gruppo considerevole di opere della New Geometry americana degli anni Ottanta-Novanta, alle quali succedono infine le più recenti sperimentazioni inglesi e americane.
Alle opere del XXI secolo, che per la maggior parte non sono incluse nell’esposizione permanente, sono dedicate mostre tematiche negli spazi del piano terra. La Collezione costituisce dunque essa stessa un “work in progress”, poiché intende continuare ad accogliere e testimoniare i nuovi percorsi che l’arte di oggi va mano a mano esprimendo.

Tra gli artisti le cui opere sono in esposizione sono da segnalare i seguenti:
Peter Halley (New York, Usa, 1953) per la corrente "new geometry", Piero Manzoni (1933 -1963) per la corrente "proto-concettuale", Gerhard Richter (Walterdorf, Germania, 1932) per la corrente "figurativa", Jannis Kounellis (Pireo, Grecia, 1936) per la corrente "arte povera", Ellen Gallagher (Providence, Usa, 1965) per la corrente "sperimentazione", Anselm Kiefer (Donaueschingen, Germania, 1945) per la corrente "neo-espressionismo".
Da menzionare anche opere dell'ultimo espressionismo e astrattismo degli anni Quaranta e primi anni Cinquanta, di artisti proto-concettuali italiani come Fontana, Burri e Fautrier, della Pop-Art romana di Schifano e Franco Angeli, dell'arte povera con Penone, Zorio, Anselmo e dell'Arte Concettuale, della pittura americana con Basquiat, Schnabel, con i neo-geometrici Taaffe e Bleckner, passando per le atmosfere sospese di Alex Katz e i letti disfatti di Eric Fischl.