Chiostri di San Domenico

Ex Convento di San Domenico, detto anche "degli Stalloni".

Indirizzo e contatti

Via Dante Alighieri, 11 - 42121 Reggio Emilia
0522 451722
Less Than - Robert Morris
Girareggio
Musei Civici

Orari

Chiostro grande
da lunedì a sabato: 7.00 - 20.00
aperture straordinarie in occasione di mostre ed eventi

Chiostro piccolo
aperto in occasione di mostre o eventi

Tariffe

Ingresso gratuito al Chiostro grande.
Tariffa ingresso al Chiostro piccolo, a seconda delle mostre e/o eventi in corso

Come arrivare

I Chiostri si trovano in centro storico.
Dalla stazione ferroviaria - prendere a destra Via Eritrea. Al semaforo sull'incrocio con viale Piave, proseguire diritto fino a Via Alighieri. Dopo l'incrocio con via Samarotto, l'ingresso ai Chiostri si trova sulla sinistra.

Notizie storiche

Di memoria i Chiostri di San Domenico ne hanno accumulata molta. Di preciso si sa che era il 25 luglio del 1233 quando i cittadini reggiani, infiammati dalla predicazione di fra Giacomino da Reggio, iniziarono a scavare le fondamenta di una chiesa e di un convento per i frati domenicani. Un entusiasmo collettivo che consentì di terminare la costruzione in soli tre anni.

Nel corso del XV secolo la chiesa, su progetto del Casotti, venne ampliata e con essa anche il convento, con la costruzione di una biblioteca. Nel 1509 venne istituito il Tribunale dell'Inquisizione, per servire la Diocesi di Reggio e di Parma e, una parte dei locali del convento, che si affacciavano su Piazza San Domenico, furono destinati alle prigioni.
Nel XVI secolo il convento venne ampliato con la costruzione del Chiostro Grande. Nel 1702 iniziò la decadenza del convento con l'entrata a Reggio dell'armata gallo-ispanica, che occupò la chiesa e il convento destinandoli ad ospedale militare, dove vennero ospitati fino ad 800 malati. Fortemente danneggiato, nel 1723 iniziarono i lavori per un restauro generale. La chiesa acquistò una copertura a volta, un profondo coro e due ampie cappelle laterali, per la cui edificazione si sacrificò il “chiostro dei morti”, area adibita a cimitero fin dal Duecento. In età napoleonica il convento venne utilizzato come caserma per le truppe. Nel 1860, infine, il complesso venne destinato al “Deposito cavalli stalloni”, subendo un nuovo e pesante intervento edilizio che, nel 1872, si concluse con l’aggiunta ad ovest dell’ala “Castelnuovo”.
Alla fine del Novecento, l’impegnativo progetto di restauro e recupero funzionale ha voluto salvaguardare l’architettura nel suo divenire stilistico, evidenziando i vari stili e le diverse destinazioni d'uso che nel tempo si sono succedute. All'interno sono ancora visibili le antiche strutture di uno dei due chiostri. Nel passaggio fra il primo ed il secondo cortile, due lunette recano tracce di dipinti seicenteschi, uno con " Cristo e una santa Domenicana" e l'altro con “la Madonna e alcune Domenicane".
Nel 2005,col progetto d'arte contemporanea "Invito a", l’opera Less Than di Robert Morris, pensata appositamente per il segreto e silenzioso Chiostro Piccolo, è entrata permanentemente all'interno dei Chiostri.

Oggi i locali sono un frequentatissimo centro culturale in cui hanno  sede l’Istituto superiore di studi musicale Achille Peri, il Polo archivistico, l'Istituto Storico della Resistenza (Istoreco), il Laboratorio Creativo La nuova Officina delle Arti.