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Chiostri Benedettini di San Pietro

L’ex Monastero apparteneva ai Monaci Benedettini che officiavano nell'annessa Chiesa di San Pietro.

Indirizzo e contatti

Via Emilia San Pietro, 44/C - 42121 Reggio nell'Emilia
Email www.chiostrisanpietro/contatti
Sito web - Website www.chiostrisanpietro.it
Sito web - Website GiraReggio

Info e Orari

Dopo il recente restauro, i Chiostri di San Pietro ospitano 4 diverse aree:

  • Art in Chiostri: mostre culturali ed eventi internazionali.
  • Lab in Chiostri: un luogo in cui sviluppare cooperazione e confronto tra mondi diversi.
  • Work in Chiostri: un nuovo spazio di co-working per giovani professionisti, freelance e smartworkers che vogliono produrre idee innovative in una cornice storica d’eccellenza.
  • Food in Chiostri: un'area ristoro, autentica e genuina, per colazioni, merende, aperitivi e pranzi.
Gli spazi saranno aperti:
dal martedì al giovedì dalle 9.30 alle 19.00;

In base al Dpcm del 15 gennaio 2021, le visite ai Chiostri di San Pietro sono sospese fino al 5 marzo 2021. La caffetteria è temporaneamente chiusa.

Il Complesso Monumentale

I Chiostri di San Pietro sono il più straordinario complesso monumentale di Reggio Emilia, uno dei più suggestivi del Rinascimento italiano, con una forma che porta la mano inconfondibile di Giulio Romano. Si tratta di un antico monastero utilizzato nei secoli nei modi più disparati e poi rimasto inaccessibile, nel centro storico della città, fino al momento della riscoperta e del recupero pubblico.

  • Servizi: l’esperienza dei Chiostri di San Pietro è arricchita da visite guidate, attività laboratoriali e didattiche per favorire nei giovani e negli adulti la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale in un’ottica inclusiva e partecipativa.
  • Accessibilità: sia il complesso monumentale dei Chiostri di San Pietro sia il Laboratorio Aperto sono accessibili alle persone con disabilità e difficoltà motorie, grazie all’ausilio di ascensori e rampe dedicate. È possibile l’accesso allo spazio con passeggini e carrozzine, salvo particolari ed occasionali restrizioni dovute alla natura delle opere esposte.
  • Spazi a disposizione: i Chiostri di San Pietro offrono a enti pubblici e privati, aziende, associazioni, l’opportunità di organizzare mostre, esposizioni, eventi, attività per il lancio e lo sviluppo di progetti innovativi e ad alto impatto sociale.

Visitare i Chiostri

Tariffe

L’ingresso ai cortili, al Chiostro grande e al Chiostro piccolo, al Laboratorio Aperto, è libero e gratuito - senza biglietto - negli orari di apertura, rispettando le necessarie misure di sicurezza per il contenimento del Covid-19. In occasione di eventi e mostre temporanee può essere richiesto il pagamento del biglietto.

Come arrivare

Reggio nell'Emilia - centro storico. Via Emilia San Pietro, 44/c.

Dalla stazione ferroviaria, dopo avere percorso Viale IV Novembre, immettersi da piazzale Tricolore in Via Emilia San Pietro, percorrere la via per circa 150 metri e poi girare a destra, subito prima della chiesa omonima.

Cenni storici

I lavori per la costruzione dei Chiostri presero avvio all'inizio del XVI secolo, dovendosi trasferire in città un precedente convento ubicato fuori le mura. Il complesso monastico, comprensivo di cortili e orti, occupava una vasta area che andava dalla Via Emilia fino alle mura ed apparteneva ai Monaci Benedettini che officiavano nell’annessa Chiesa di San Pietro. Il convento venne articolato intorno a due chiostri: uno di ridotte dimensioni dalla foggia tardo quattrocentesca e uno di ampia planimetria e di gusto manierista.

Il Chiostro piccolo fu realizzato tra il 1524 e il 1525 da Bartolomeo Spani, figura artistica dominante nel primo Cinquecento reggiano, che vi adottò un impianto tipicamente rinascimentale - modulare di impronta brunelleschiana. Grazie al recente restauro sono state recuperate, almeno in parte, le pareti affrescate che furono ricoperte da uno strato di calce negli anni Cinquanta. Di gusto completamente diverso è il Chiostro grande, realizzato circa sessanta anni dopo, da Prospero e Francesco Pacchioni, che adottarono un impianto manierista con bugnato alle pareti e, al piano superiore, finestre timpanate con nicchie decorate da possenti statue di santi dell’ordine benedettino, realizzate dai fratelli Bernardo e Francesco da Lugano negli anni Sessanta del Seicento. Il progetto dei Chiostri è chiaramente stato influenzato dal modello di Palazzo Te a Mantova, disegnato da Giulio Romano.

Nel 1783 il monastero venne soppresso e utilizzato come magazzino militare e poi sede del Tribunale di Giustizia. Con la Restaurazione l’immobile divenne sede dell’Educandato delle Fanciulle, affidando la trasformazione dell’edificio a Domenico Marchelli che ne uniformò il prospetto sulla via Emilia in stile neoclassico, inserendolo nel ben più vasto progetto di abbattimento dei portici della via Emilia. L’ingresso al complesso monastico, originariamente sul sagrato della chiesa, venne collocato sulla via principale separando definitivamente chiesa e monastero. Subito dopo l’Unità d’Italia l’edificio venne trasformato in caserma militare, vennero tamponate le arcate del chiostro piccolo e vennero costruiti una serie di casamenti nell’area un tempo destinata a orti.
Il recente restauro ha eliminato le tamponature e ha cercato di riportare il complesso alla sua foggia originale. Oggi i Chiostri sono frequentemente utilizzati in occasioni di mostre e manifestazioni.

Chiostri di San Pietro, esternoChiostri di San Pietro, chiostro grandeChiostri di San Pietro, chiostro piccolo


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