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Savoiardi

Biscotti a base di uova, zucchero, farina bianca che si usano per preparare la famosa "Zuppa inglese". Proprio perché si ispirò a un biscotto piemontese della sua infanzia, Elico Alai chiamò il dolce morbido e soffice "Savoiardo".

Zona di produzione

Provincia di Reggio Emilia.
I Savoiardi (secondo la ricetta reggiana) sono nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali dell'Emilia Romagna. L'invenzione del Savoiardo reggiano si deve ad Elico Alai che aveva pensato ad un nome per le sue creature, cioè "SavAlai", un marchio registrato, che è tornato finalmente alla luce.  

Sito web BiscottificioAlai.it

Cenni storici

Chi è alla ricerca dei veri Savoiardi, deve andare a Reggio Emilia. Nel 1909, Elico Alai mise a punto un’alternativa reggiana al Pan di Spagna, ingrediente utilizzato nella Zuppa inglese e in altri dolci tipici della città.

Con un passato da garzone di un fornaio e la fantasia per sperimentare, Elico mise assieme gli ingredienti più semplici come acqua, farina e zucchero e provò e riprovò cercando di ricordare quello che gli suggeriva la memoria quando il nonno gli parlava della “bracciatella all’acqua”. Poco a poco i suoi dolci cominciarono ad avere successo, ma ancora non ne era soddisfatto. Elico cercava una formula per inventare qualcosa di nuovo. A Reggio Emilia andavano molto i dolci freddi, al cucchiaio, e si usava il “Pan di Spagna” che aveva l’inconveniente di fondersi con gli altri ingredienti: Elico si mise al lavoro per trovare un sostituto reggiano al Pan di Spagna e cominciò a sottrarre ore al sonno facendo mescolanze e scrivendo ricette. A trentacinque anni riuscì a creare un biscotto leggero e squisito nel gusto, friabile a forma di tortiglione, dolcissimo e pieno di uova montate. “Zio Elico”, come tutti lo chiamavano, cercava però qualcosa di esclusivo: provò centinaia di miscele, lavorò gli ingredienti in svariate proporzioni fino a ché una notte fece nascere un biscotto così leggero che, soffiandogli sotto, volava come una piuma ed era così soffice che poteva sostituire qualsiasi Pan di Spagna: si trattava del “Savoiardo” perché gli ricordava un biscotto piemontese che mangiava nella sua infanzia.

Col Savoiardo era nato finalmente il “Pan di Reggio” e lo Zio Elico poteva dormire la notte. Nel corso degli anni molti fornai tentarono di imitare il “Savoiardo”, senza riuscirci: la ricetta rimaneva nel più esoterico segreto. Elico tramandò la ricetta soltanto alla nipote che mandò avanti il biscottificio con la stessa filosofia dello zio, perciò… se cercate i veri Savoiardi dovete procurarveli a Reggio Emilia!

Caratteristiche

Montare benissimo lo zucchero con i tuorli d’uovo e poi aggiungere la farina e il latte. A parte, montare a neve ben ferma gli albumi. Imburrare la placca del forno formare su di essa tanti bastoncini della lunghezza di circa 5 cm e dalla caratteristica forma ellittica. Cuocerli in forno a circa 200 gradi.

Consigli di utilizzo

È indicato nella preparazione dei dolci a cucchiaio, in particolare nella zuppa inglese e nel tiramisù.