Castello

Il nucleo fortificato risale all’epoca matildica, come si desume da un documento autografo della grande contessa datato 1114.

Indirizzo e contatti

Via Alfonso d'Este 5 - 42027 Montecchio Emilia
Telefono -  Phone 0522 861864 - 861861 - Biblioteca di Montecchio Emilia
Emailbiblioteca@comune.montecchio-emilia.re.it
Sito web - Website Comune di Montecchio Emilia - Il Castello medievale
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Orari

Da Settembre 2020 (orario invernale)

Feriali: visita libera negli orari di apertura della biblioteca comunale:

  • lunedì e giovedì: 9.00 - 13.00 / 15.00 - 18.00
  • martedì e venerdì: 15.00 - 18.00
  • mercoledì: 9.00 - 13.00
  • sabato: 9.00 - 12.00

Domeniche e Festivi (Da domenica 27/09): 15:00 - 19:00. Visite accompagnate alle 15.10 / 16.10 / 17.10 / 18.10 per gruppi di massimo 8 persone.


Orario Estivo (giugno - luglio - agosto)

  • Lunedì: 9.00 - 13.00 / 16.00 - 19.00
  • Martedì: 9.00 - 13.00 / 20.30 - 23.00*
  • Mercoledì: 9.00 - 13.00
  • Giovedì: 9.00 - 13.00 / 16.00 - 19.00
  • Venerdì: 9.00 - 13.00
  • Sabato: Chiuso

*apertura serale solo nei mesi di giugno e luglio

Tariffe

Visita libera: 2€ 
Visita accompagnata: 4€

Per gruppi di almeno 10 persone, è possibile richiedere visite guidate previa prenotazione e concordando data e orario con AR/S Archeosistemi Soc. Coop. (0522 532094; servizi@archeosistemi.it). A causa dell'emergenza Covid-19 le visite guidate sono sospese.

Come arrivare

Il castello si trova nel cuore del centro storico della città. Vedi le indicazioni per raggiungere Montecchio Emilia oppure guarda la mappa sovrastante.

Notizie storiche

Il suo impianto originario è ascrivibile almeno al secolo XI, come si può dedurre da un documento autografo, datato 1114, della Contessa Matilde di Canossa. Sul luogo, però, dovevano preesistere insediamenti più antichi, attestati da numerosi ritrovamenti altomedievali (tra cui il sepolcreto) e da altri rinvenimenti di epoca barbarica e romana. La sua posizione strategica, nel medio corso della valle dell'Enza, gli ha attribuito un ruolo di avvistamento e di primo baluardo nel contesto del sistema difensivo preappenninico, posto in atto dai Canossa.

Nel secolo XIII fu oggetto di aspre contese tra Vescovi e il Comune di Parma. Fu più volte assediato ed espugnato, prima da Azzo d'Este (1296), poi da Gilberto da Correggio. Fu quindi soggetto al dominio dei Visconti; subì il dominio di Alberigo da Barbiano (1392-1402), di Ottobono Terzi (1403-1409) e di Muzio Attendolo Sforza (1411-1420). Nel 1246 ritornò agli Estensi che, dal secolo successivo vi costituirono un loro feudo privilegiato. Dal 1482 al 1486 fu occupato da Guido Torelli che fortificò la Rocca. Montecchio, elevato a marchesato nel 1562, seguì poi le sorti del Ducato Estense, salvo brevi periodi fino alla fine del 1700 (avvento della repubblica reggiana) e poi fino alla Costituzione del Regno d'Italia.

L'attuale struttura del castello risale al tardo medioevo. L'edificazione proseguì con successivi interventi fino al XVI secolo per volere degli Estensi e in partcolare del principe Luigi D'Este. che qui ebbe residenza dal 1638. Il castello fu a lungo occupato dai Vicedomini che rivestirono funzioni vicarie prima dei Vescovi di Parma e poi degli Estensi. Dopo la morte del Duca Alfonso II (1598), Montecchio diede continuità alla casata estense attraverso il ramo cadetto degli "Estensi da Montecchio".

Il Castello di Montecchio Emilia aveva un primo fossato di difesa e le Fosse della Rocchetta correvano tutt'intorno al perimetro della Rocca. Furono chiuse nel 1649 su ordine del principe Luigi d'Este. Entrando dal portone principale si accede al "Cortile della Rocchetta": in origine a cielo aperto, venne coperto e adibito ad ambiente per attività sociali nel dopoguerra. Una scala, ora riaperta, lo collega ai sotterranei. Tra le sale al piano terra, si segnala la sala del Bargello. Nel XVII sec. questa sala unitamente ai locali soprastanti, era a disposizione del bargello, il comandante delle guardie. Successivamente fu utilizzata dal principe Luigi d'Este. La sala conservava un artistico camino (ora depositato ai Civici Musei (Reggio Emilia) riportante lo stemma dei Visconti.

Percorso di Visita

Recenti lavori di scavo archeologico, eseguiti nei sotterranei, hanno messo in luce le antiche fondazioni del Castello e un vasto Sepolcreto carolingio (sec. VIII-X), di cui sono state esplorate 28 sepolture contenenti un centinaio di deposizioni. Le tombe, tutte a inumazione, sono disposte in senso rituale est-ovest, prive di corredo. La necropoli fu utilizzatata per almeno due - tre secoli. Il percorso del sepolcreto si completa con la calcara, fornace per la produzione della calce, attiva tra X e XI sec. e tracce di antiche fondazioni di una probabile " ecclesia S. Ambrogi". Nella parte orientale dei sotterranei sono conservate una cannoniera e due tombe ancora integre.

Risalendo poi dal sotterraneo sono visibili la Torre pontaia che ospitava il corpo di guardia e l'originale Porta di accesso alla Rocca dove ancora si può notare il punto di attracco del ponte levatoio. Salendo la scala a chiocciola del XVI sec. si giunge fino al piano nobile che ospita la biblioteca con soffitto a cassettoni e pregevole cappella secentesca. All'interno del Torrione, un affascinante affresco di fine trecento raffigurante una Madonna in trono con Bambino e Santi. Il dipinto, indice di un prestigioso uso abitativo del castello, è di ottima fattura e di grande qualità sia stilistica che cromatica, il che fa pensare alla mano di un maestro: si tratta di un affresco in stile gotico con rilevanti influssi giotteschi.

Al piano superiore, dalla scala a chiocciola si giunge agli spalti con merlature ghibelline, al cammino di ronda e alle antiche prigioni. Entrambe le celle, denominate Toricino e Galingana, conservano, sui muri e le parti lignee, graffiti e bassorilievi di grande interesse del XVIII sec. Proseguendo la visita si giunge all'imponente struttura del Torrione. La salita consente di vedere sia il pendolo di Focault, che l'orologio settecentesco il cui complesso marchingegno dà l'ora sulla piazza della Repubblica. 
Sulla sommità del Torrione è la Cella Campanaria, di impianto estense che conserva due antiche campane bronzee di cui la maggiore, del 1577, reca dedica al primo Marchese di Montecchio, Alfonso d'Este, mentre la piccola è del 1768. Dall'alto dei 35 m. del Torrione è possibile godere di un bellissimo panorama caratterizzato dalla barriera verde dell'Enza, dalle murature imponenti del castello di Montechiarugolo e dal bastione della "Rotonda" di Barbiano.