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Cadelbosco di Sopra

Terra di pianura strappata nei secoli alle paludi del fiume Po dal lavoro dell'uomo e oggi centro attivo e moderno

Informazioni e contatti

Altitudine: 33 m
Abitanti: 10.607 al 01 gennaio 2015
CAP 42023
Giorno di mercato settimanale: Mercoledì
Patrono: San Celestino (6 Aprile)
Frazioni: Villa Argine, Cadelbosco di Sotto, Villa Seta.
0522 918511
Comune Cadelbosco di Sopra

Come arrivare

In auto: da Reggio Emilia Casello A1 seguire SS 63 dir. Guastalla/Mantova.
In bus: Servizio Trasporto Pubblico SETA Bus 93 o 87

Notizie storiche

L'origine del territorio comunale si riconduce intorno al sec.X circa in cui il villaggio era denominato Vico Zoario (dal latino Zea, pianta graminacea allora molto diffusa sul territorio) e poi in un antico documento in cui si fa menzione del paese dove viene documentata la fondazione del castello di "Vico Zoario"; nel 1215 risulta proprietario del castello e dei boschi circostanti Gherardo Del Bosco, dal quale si presume provenga l'attuale denominazione del Comune. Successivamente i proprietari del territorio divennero i benedettini del Convento di San Giovanni di Parma, che inziarono importanti lavori di bonifica del terreno; nel 1570, (dalla Famiglia dei Bentivoglio), vennero intrapresi ulteriori lavori idraulici e di bonifica al fine di non disperdere le preziose acque che scendevano dagli Appennini.Nei secoli seguenti Cadelbosco seguì poi le sorti del Comune di Reggio Emilia, conservando sempre la sua forte caratterizzazione agricola.

In paese interessante la visita alla settecentesca Chiesa dedicata a San Celestino e alla SS.Annunziata che mostra una elegante facciata ed un campanile di forma classica. Cadelbosco Sopra ha costruito, soprattutto nel periodo immediatamente successivo alla Guerra di Liberazione, un patrimonio di opere artistiche (maggiormente d' arte contemporanea) di rilevante valore, collegato in particolare alla guerra partigiana e alla epopea della "Resistenza": un esempio è rappresentato dal Monumento dedicato alla Resistenza , opera eseguita nel 1965 dallo scultore M. Mazzacurati, ben visibile in Piazza della Libertà.

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