Albinea

Accogliente cittadina, situata ai piedi della zona pedecollinare, in posizione intermedia fra Reggio Emilia e l'Appennino.

Informazioni e contatti

Altitudine: 166 m
Abitanti: 8.825 (al 31 dicembre 2018)
Cap: 42020
Mercato settimanale: Lunedì
Santo Patrono: San Gaetano (7 agosto)
Fiera: 1^ Domenica di settembre
Frazioni: Borzano, Montericco
Telefono -  Phone 0522 590211 - Municipio
Sito web - Website Comune di Albinea

Come arrivare

Albinea

In auto
Da Reggio Emilia: Casello Autostradale A1, SS63 direzione Castelnovo ne' Monti, dopo 10 km circa, girare a sinistra direzione Scandiano-Albinea.

In autobus
Servizi di Trasporto pubblico Seta: Bus 1 - Albinea

Notizie storiche

Abitato già in era paleolitica, il territorio di Albinea è di origine incerta e il Comune è composto dall'insieme di tre comunità: Borzano, Montericco e Albinea, che si riunificarono una prima volta, nel periodo feudale, sotto la dominazione della Famiglia Manfredi e, nel XIX secolo dopo l’Unità d’Italia, sotto il nome di Albinea. Delle tre ville, Borzano, già roccaforte medioevale, presenta testimonianze di vita dell’uomo in periodi ben più remoti, Montericco (il cui nome prende luogo dalla fertilità del terreno) ha avuto nomi diversi, ed infine Albinea ha origini storiche risalenti già al 890 ("Curtem de Albinea cum plebe"), ed è il feudo più antico del Vescovo di Reggio. Su ogni colle sorgono un Castello e una Pieve: facevano parte di un sistema difensivo costituito da una rete di torri e castelli prospicenti la pianura per garantire protezione dei territori matildici dalle invasioni barbariche.

Per secoli l’economia del territorio di Albinea si è fondata sull’agricoltura, grazie alle particolari condizioni climatiche ed alla configurazione del terreno che, nei secoli scorsi, ha consentito la coltivazione dell’olivo e di grandi vigneti che ancora oggi alimentano la produzione di un rinomato Lambrusco.

Importante realtà artigianale ed industriale oggi Albinea è anche ideale meta turistica. Oltre ai Castelli di Albinea e di Montericco (entrambi privati) è possibile ammirare le Pievi Benedettine (secolo XI), che rappresentavano a quel tempo, oltre che centri di culto, anche aree protette dalle mura delle fortificazioni stesse. Sono presenti inoltre, molte ville costruite nei secoli scorsi dalle più importanti famiglie reggiane, tra le quali Villa Moratti, Villa Calvi del secolo XVIII e Villa Arnò e Villa Tarabini queste ultime sedi  di un'importante rassegna musicale Jazz estiva. Villa Tarabini ospita anche l'acetaia comunale.

L'antico borgo di Montericco ospita uno dei gioielli più belli di Albinea: la Chiesa di S. Maria dell’Oliveto, detta comunemente chiesa Vecchia di Montericco. Di questa chiesa si ha notizia già intorno all’anno mille, ma non sono escluse origini più remote. La chiesa fu scrigno di importanti dipinti di Lionello Spada e della sua scuola reggiana, anche se gli eventi ne hanno dimezzato il numero. Ma nulla ha potuto strappare alle sue mura la parte più interessante, il grande affresco che copre tutto il catino absidale eseguito probabilmente nella metà del cinquecento, ora oggetto di attenti interventi di recupero. Il Rinascimento ha portato proprio a Montericco il famoso poeta dell’Orlando Furioso e forse ne ha ispirato l’estro, giacchè Ludovico Ariosto fu investito dei benefici ecclesiastici in qualità di “Chierico Rettore di S. Maria dell’Uliveto”.

Restando in ambito rinascimentale da Montericco alla Pieve di Albinea il passo è breve. Mentre l’Ariosto compiva il suo capolavoro, la Pieve di Albinea si arricchiva di una straordinaria opera pittorica grazie all’allora Arciprete che ordinò al Correggio un quadro da collocare sopra l’altare: “La Madonna di Albinea”. Del quadro originale si persero le tracce ma ancora oggi la Pieve ne ospita prestigiose copie da poco restaurate.

Ecco che camminando o pedalando si può giungere nel cuore del centro pedecollinare, cuore pulsante di una comunità viva e fertile, dove la cultura, la produzione agricola, le bellezze ambientali si spartiscono equamente l’attenzione dei visitatori. Giunti in Piazza Cavicchioni è impossibile esimersi dal visitare la nuova Biblioteca Comunale, dotata di confortevoli sale per la lettura, lo studio, la navigazione in Internet, con lo sguardo volto al Parco dei Frassini adiacente, naturale estensione della biblioteca stessa e luogo di raccoglimento e lettura all’aria aperta. Dal Parco e dalle ampie vetrate si gode di una vista sulle colline che non può lasciare indifferenti, uno spettacolo per gli occhi e per il cuore in ogni stagione dell’anno. E se il pomeriggio non è ancora tardo si possono imboccare le numerose piste ciclopedonali che conducono ad ogni angolo del paese, nelle frazioni e nei borghi, ognuno caratterizzato dalle proprie bellezze, ognuno immerso nel verde e nel silenzio, ognuno custode di bellezze da scoprire e da riscoprire.

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