Reggio Città d’Arte e Cultura

Teatro Valli Il Teatro, circondato dai giardini pubblici, caratterizza il centro della città. Il complesso fu costruito tra il 1852 e il 1857 secondo il progetto dell’architetto Cesare Costa. Dedicato all’attore reggiano Romolo Valli ospita un’importante stagione lirica, concertistica e di danza.

Musei Civici I Musei Civici hanno sede, dal 1830, nel Palazzo San Francesco. Contengono raccolte e Collezioni riferibili all’ Archeologia ed Etnografia (Museo Chierici, Museo Romano, Museo di Preistoria e Protostoria) alla Storia dell’ Arte (Galleria Fontanesi, Sala Ligabue, Galleria dei Marmi, Mosaici medievali) e alle Scienze Naturali (collezione Spallanzani, Raccolte zoologiche, anatomiche, botaniche, geomineralogiche e paleontologiche). Il Palazzo dei Musei è stato recentemente ristrutturato e riprogettato dall'achitetto Italo Rota, restituendo alla città l'ultimo piano dell'edificio inaccessibile da anni ed ampliando la superficie di oltre 1.800 metri. Accanto alle collezioni storiche c'è oggi un museo aperto, che racconta le storie di Reggio, racchiuse negli oggetti, che  si apre alla complessità e alla contaminazione della contemporaneità.

Galleria Parmeggiani La Collezione d’arte di Luigi Parmeggiani ospita, all’interno di una curiosa palazzina in stile goticorinascimentale, alcune pregevoli raccolte ottocentesche formate da quadri, mobili, tessuti, opere pittoriche di Ignacio Leon Y Escosura e Cesare Detti e una pregole Collezione di dipinti antichi, tra i quali emerge per importanza Il Salvatore Benedicente di El Greco. E’ presente inoltre una rinomata collezione di falsi ottocenteschi di armi e artigianato artistico proveniente dall’oreficeria di Marcy di Parigi.

Cattedrale Le fonti storiche medievali citano la chiesa cattedrale di Reggio solo negli ultimi secoli del primo millennio. Essa tuttavia certamente esisteva già nel 451, anno in cui il Vescovo di Reggio Favenzio intervenne a Milano in una assemblea sinodale. Negli anni la chiesa fu progressivamente adeguata prima allo stile romanico poi rinascimentale, secondo la soluzione prospettata alla fine del ‘500 da Prospero Sogari detto il Clemente e rimasta incompiuta nella parte superiore. Il Clemente è autore delle sculture  con Adamo ed Eva poste sotto il lunettone della porta principale. A Bartolomeo Spani, attivo tra il ‘400 e la prima metà del ‘500, si deve invece la scultura in rame dorato e sbalzi della Madonna in trono con il Bambino e i coniugi Fiordibelli che orna la torre ottagonale sovrastante la facciata. All’interno opere del Guercino, di Pala il Giovane, del Cavalier d’Arpino  e altri celebri artisti, Particolarmente interessante è la cripta che riale al XII o XIII secolo. La cattedrale è stata recentemente restaurata e riaperta al pubblico con contributi di artisti contemporanei quali Kounellis,  Spalletti, Parmeggiani e Pompili

Basilica della Ghiara Deve il suo nome al luogo “ghiaioso” su cui fu costruita a seguito del miracolo del sordomuto Marchino che,  pregando d’avanti all’affresco della Madonna, venne guarito. Progettata nel 1597 dall’Architetto ferrarese Balbi e realizzata dal reggiano Francesco Pacchioni costituisce uno dei più interessati esempi del barocco italiano, del ‘600. Al suo interno opere di Ludovico Carrracim Alessandro Tiarini, Orazio Talami, Alfonso Chierici e del Guercino (La Crocefissione). Nella seconda cappella a destra il famoso affresco della Beata Vergine della Ghiara eseguito dal Bertone nel 1569 su disegno di Lelio Orsi. Dopo il restauro è divenuta un’esperienza spettacolare per chiunque ne varchi la soglia, Il critico Federico Zeri la definì “il più importante monumento del manierismo emiliano”. Attigui alla Basilica si trovano i chiostri: il maggiore ospita oggi l’ostello della Gioventù.

Basilica di San Prospero Eretta nel 997, la chiesa fu soggetta ad un primo importante intervento di restauro nei primi anni del ‘500, E’ in questa occasione che vennero collocati i sei leoni in marmo rosso di Verona, La facciata settecentesca è opera di Giovanni Battista Cattani, l’interno, a tre navate a croce latina, sopita opere pittoriche di autori cinquecenteschi tra i quali Giovanni Giarola e Ludovico Caracci. Tra le opere seicentesche le pale d‘altare di Alessandro Tiarini. Il presbiterio è ornato da un notevole ciclo pittorico, risalente alla fine del ‘500, opera di Camillo Procaccini e Bernardino Campi.